Tema: La Danza – Matilde Bocchi – 3° Media

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La Danza – Matilde Bocchi – 3° Media

Tema svolto da un'allieva del corso HipHop Teen di Giuseppe Meli

Ieri Mattina quando ho aperto gli occhi mi sono ricordata di aver fatto un incubo.
Nel sogno la palestra era chiusa e sul freddo portone rosso di ferro c’era un cartello com scritto “causa Covid la palestra deve rimanere chiusa”.
Mi ricordo ancora quando ho fatto la prova di ingresso, avevo solo sette anni e spinta dalla mia compagna di banco di allora, mi convinsi che tutto sommato il nuoto non era poi così divertente quanto mai lo fosse l’hip hop.

L’accoglienza che mi aveva riservato il maestro, tutto cappelletti con la visiera, pantaloni larghi ed un accento così siciliano proprio da non poter confondere con altre origini, mi aveva riempito il cuore di gioia e quell’ambiente così caldo fatto di mamme e bambini era diventato iL mio piccolo rifugio.


Coreografie montate e smontate, vestiti di scena, trucco, spille, cappelli tutto per 2 minuti e mezzo di gara.
Si perché così durano le esibizioni.
Ma non sai che cosa provo in quei momenti.
L’attesa dell’esibizione, l’adrenalina subito dopo e l’ansia per il risultato si fondono in un mix di gioia e batticuore.
-“Tu la conosci Lara Croft?”
-“no!”, risposi io dalla mia tenera età.
Veramente non sapevo chi fosse.

 
Giuseppe, il maestro, mi spiego che era un’eroina di un video gioco che era diventata così virale, come diremmo adesso, da diventare anche un film.
-“sai Matilde, con questa treccia lunga sembri una piccola Lara”, così mi disse Giù’, -“la prossima coreografia la facciamo
su Lara Croft!”
Passammo settimane alla ricerca di pantaloni mimetici, top e scarponi che potessero stare bene ad una bambina, proprio lui mi presto’ un “Reggi pistole” da gambe nelle quali avevamo infilato due armi che sembravo vere per quanto fatte bene.
-“mamma entra in sala che ti faccio vedere”
Ricordo ancora la faccia sorpresa
Di mia madre quando aveva visto la coreografia montata.
Sapevamo che quel pezzo avrebbe “spaccato” e così è stato.
Toscana, Abruzzo, teatri di Roma e provincia, ovunque andavo vincevo il primo posto.
Addirittura fui scelta per partecipare ad un talent show da un famoso coreografo, e anche lì fui premiata addirittura con una borsa di studio per partecipare ad uno stage nella palestra di klady
Rimanevano tutti a bocca aperta e sinceramente nemmeno io mi spiegavo
Come potessi salire sul palco, guardare dritto negli occhi i giudici e ballare come una professionista a soli 10 anni.


Eppure ero io.

 
Ed ero io fino a qualche mese dopo, fino a quando non arrivò uno strano virus, ero io fino a quando non dovetti fare i conti con il
Lockdown, fino a quando “le palestre devono rimanere chiuse”.
E forse in quel momento, dove stavo smettendo di essere bambina e stavo iniziando ad essere un’adolescente, avrei avuto veramente bisogno del mio rifugio.
La mia vita stava cambiando e dovevo forzatamente cambiare le mie abitudini contro la mia volontà.
Volevo crescere, ma volevo tornare indietro nel tempo, la vergogna che provavo ora si stava impadronendo di me senza che io lo volessi.
Dov’era finita Lara Croft?
Dov’erano finite le pistole finte?
Dov’era finito il palcoscenico?
Mi iniziai a vergognare anche davanti ad una web cam, si perché la Dad (didattica a distanza) valeva anche per Giuseppe e l’hip hop.
Avoglia a provare davanti allo specchio della camera da letto di mamma, ma come avrei potuto essere di nuovo Lara o un’altro personaggio da interpretare ballando?

 
Passavano i mesi ed io crescevo con la consapevolezza che i miei Teneri sogni non sarebbero tornati come quelli di prima.

 
Stanotte ho fatto un altro sogno, sul portone rosso freddo di ferro della palestra c’era un cartello: “se puoi sognarlo, puoi farlo!”
Il portone si spalancò davanti a me e il pubblico era lì ad aspettare la mia esibizione.


Finalmente siamo tornati quasi alla normalità, nel mio prossimo pezzo interpreterò Nicky Minaj e spero proprio che i mei sogni possano ritornare come quelli che avevo da bambina anche se adesso sono un’adolescente.

Matilde.

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